Devo ammetterlo: televisivamente parlando, sono di bocca buona. Sono praticamente onnivoro: divoro quasi tutto, dai documentari storici alle fiction, dalle serie Usa ai reality, fino ai talk show con ospiti. Devo anche ammettere che ci sono poche cose capaci di farmi storcere il naso. Una di queste è Wild – Oltrenatura, in onda il martedì in prima serata su Italia 1. La trasmissione condotta da Fiammetta Cicogna riesce a entrare di diritto nella mia personalissima classifica delle cose peggiori della tv italiana nonostante al suo interno sia previsto uno spazio dedicato a Bear Grylls, che invece venero come un semi-dio televisivo.
Nella sua prima edizione, in onda nell’inverno 2009/2010, lo spunto era chiaro: parlare di natura nella sua accezione più selvaggia e pericolosa. Ragni velenosissimi, tigri arrabbiate, cobra nascosti nell’ombra, elefanti infuriati. E così via. Da allora è arrivato il successo, gli ascolti sono cresciuti e la trasmissione è cambiata. Nell’ultima puntata in onda, quella del 31 gennaio scorso, si è visto, in ordine sparso: un uomo mezzo scotennato da un toro in un rodeo; una donna a cui uno squalo ha strappato una gamba; un bambino quasi ammazzato da un ragno peloso; la bambina più piccola del mondo per colpa di una rarissima forma di nanismo; un guardiano di zoo aggredito e quasi sbranato dai leoni (con tanto di foto della gamba ridotta ad un hamburger).
Insomma, un’operazione televisiva che ricorda sempre più da vicino i film-documentario degli anni ‘60/’70, i cosiddetti Mondo Movie. Ve li ricordate? Da Mondo Cane, ad Africa Addio, fino a Ultime grida dalla savana. Tutti presunti documentari, il cui filo conduttore era lo choc, la capacità di sconvolgere lo spettatore. Si faceva leva sulla curiosità morbosa, quella che spinge a guardare immagini crude e terribili, fino alla morte in diretta.
La rincorsa degli ascolti, si dirà. Ma a leggere i dati delle puntate di questa quinta stagione, per ora non sembra una operazione di successo. La media, intorno al dieci per cento, è più bassa di quella dell’edizione precedente.Alziamo ancora un po’ l’asticella?
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